Civita di Bagnoregio



Civita di Bagnoregio è conosciuta come "la città che muore" perché da secoli è arroccata su un cocuzzolo franoso ,col suo ciuffo di case medievali,in mezzo ad una suggestiva valle di calanchi argillosi, collegata al mondo da un unico e stretto ponte di 300 metri: ecco Civita di Bagnoregio.

panorama


Sorge, infatti, su un cono argilloso che Tutto intorno sta cedendo, minato alla base dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti e dall´azione delle piogge e del vento. Il basamento tufaceo continua inesorabilmente a sgretolarsi lasciandosi scivolare nella sottostante valle,trascinando con se casa dopo casa.
E' questo, attualmente, il destino del piccolo borgo, svuotato proprio a causa della sua franosità.
Civita era abitata già all'età della pietra, circondata da due corsi d'acqua e da una lussureggiante vegetazione. Il commercio per gli Etruschi che vi abitarono era vitale e ben presto realizzarono un vero sistema viario alquanto vasto ed importante.

Il borgo


Fu dominata ed influenzata da più civiltà, i Romani, Visigoti, Goti, Bizantini e Longobardi. Qui nacque in una piccola casa, ormai da tempo inghiottita dalle frane, San Bonaventura Ministro dell'ordine dei Francescani, filosofo e scrittore, al quale si deve la fama di Civita nel Mondo. La città visse secoli di splendore fin quando il violento terremoto del 1695 provocò una serie di smottamenti e successivi crolli che portarono allo sprofondamento dell'unica via d'accesso, oggi sostituita da un lungo ponte che colleega Civita a Bagnoregio.

Porta medioevale di Santa Maria


Quando ci si affaccia dai punti panoramici si riesce a capire cosa è successo nei secoli e, con l'immaginazione, si può ricostruire tutto ciò che nei secoli è sprofondato nella valle. Rimangono solitari, immensi calanchi a vegliare questa piccola città, ancora aggrappata alla vita del suo fragile colle di argilla.